Ecco la dieta iposodica per chi soffre di fegato

Tutto quelli che hanno problemi di fegato devono seguire un’alimentazione regolamentata, specialmente nei casi di epatite acuta. Quindi bisogna puntare sui carboidrati, ma soprattutto eliminare i grassi e ridurre al minimo il sale perché può portare ad un accumulo di acqua capace di causare un edema.

Specialmente nei casi di epatite e cirrosi meglio evitare cibi saporiti

Merluzzo iposodico

Il sale va quindi evitato anche nell’acqua della pasta, così come non sono da utilizzare i dadi da brodo e gli estratti di carne, o ancora tutti gli alimenti conservati come verdure sott’aceto, legumi in scatola, tonno sott’olio, salumi e insaccati, carne e pesce affumicati, formaggi stagionati, grissini e crackers, maionese, olive e dolci comprati in pasticceria.

Quella che vi proponiamo oggi è una dieta iposodica che presenta livelli di colesterolo bassi e si basa soprattutto sull’apporto calorico di carboidrati (almeno nel 60%) oltre a quello delle proteine (dal 15 al 20%) integrando anche con lipidi e fibre. Complessivamente parliamo di 1.600 calorie al giorno, partendo con una colazione che prevede 150 ml di latte parzialmente scremato o ancora uno yogurt magro o alla frutta insieme a 5 fette biscottate integrali oppure 30 grammi di biscotti secchi o ancora un panino da40 grammi, una tazza di caffè senza zucchero.

A pranzo per non più di quattro volte alla settimana 100 gr. di pasta o riso con pomodoro oppure ancora con condimento di verdure di stagione, come melanzane, peperoni o zucchine. Negli altri tre giorni minestrone con 30 grammi di riso. Come secondi piatti invece almeno quattro volte alla settimana 150 gr. di pesce tipo merluzzo, nasello, seppie, calamari, sogliola o spigola oppure ancora 70 gr. di sgombro o salmone al naturale o 50 gr, di tonno fresco o sott’olio sgocciolato mentre gli altri giorni si può mangiare 80 gr. di petto di pollo o tacchino o ancora coniglio, agnello magro o faraona; in alternativa 120 gr, di bresaola, oppure 40 gr, di prosciutto crudo.

Un paio di volte alla settimana spazio a 50 gr. di fiordilatte, certosa o scamorza (non affumicata) o ancora 80 gr. di ricotta fresca di vacca. Tutto si può accompagnare con contorni come zucchine, pomodori, fagiolini, rape, ravanelli, cetrioli, finocchi o melanzane, oppure fino a 100 gr. di lattuga o insalata in genere. Consentiti al massimo 30 gr. di pane integrale.

A cena solo secondi piatti seguendo lo schema del pranzo, magari alternandoli: quindi se a mezzogiorno abbiamo mangiato pesce, la sera meglio la carne che per una volta alla settimana può essere sostituita da un uovo, anche in frittata. Quanto alle cotture, sempre meglio alla griglia o al vapore mentre le verdure sono preferibili a crudo. La frutta invece è preferibile a metà mattinata o nel pomeriggio con un massimo di 200 gr. di mele, pompelmi, arance, ciliegie oppure 120 gr. di banane.